OTTOBRE 2026

Il Buono, il Lutto e il Cattivo

Quattro serate a ingresso libero per parlare di un tema che la cultura tende a evitare: la morte
Cinema

Quarta edizione

La morte è il grande tema rimosso della nostra cultura. Se ne parla poco, se ne parla male, oppure non se ne parla affatto, come se evitarla nel discorso potesse in qualche modo tenerla a distanza. Eppure dalle ricerche emerge un bisogno diffuso e trasversale: quello di poter parlare della morte, del lutto, del fine vita, in uno spazio pubblico e protetto.

Questa rassegna, giunta alla quarta edizione, nasce esattamente per questo: aprire quello spazio. Quattro serate, quattro film, quattro temi diversi. E dopo ogni proiezione un confronto aperto con esperte ed esperti che aiutano a sciogliere i nodi che il film ha toccato. Non conferenze, non lezioni: conversazioni vere, dove il pubblico porta le proprie domande e la propria esperienza.

La prima serata è dedicata alla death education — l’idea, ancora poco diffusa in Italia, che parlare della morte sia un modo per educare alla vita. Ne discuteremo con la professoressa Ines Testoni, tra le massime esperte italiane di tanatologia, e con la dottoressa Liberale e la dottoressa Buoso.

La seconda serata affronta un tema nuovo e urgente: la morte nell’era digitale. Che cosa succede ai nostri profili social quando moriamo? Come cambia il lutto quando la persona che non c’è più continua ad “esistere” online? Ne parliamo con il professor Scarcelli, sociologo.

La terza serata esplora il rapporto tra immagine, memoria e rappresentazione del fine vita: come il cinema e i media audiovisivi costruiscono (o evitano di costruire) la narrazione della perdita. Ne discutiamo con il professor Boros, antropologo, e il professor Brotto, studioso di cinema e media.

La quarta serata porta il discorso nello spazio pubblico e collettivo: guerra, violenza e morte. Non la morte intima e privata delle serate precedenti, ma quella che ci arriva ogni giorno dagli schermi, dalle immagini di conflitti in corso, dalla cronaca internazionale. Come ci cambia assistere a tutto questo? Ne parliamo con la professoressa Sanò, filosofa.

Tutte le serate sono a ingresso gratuito. La rassegna è realizzata in collaborazione con il Dipartimento FISSPA dell’Università di Padova.

Non è una rassegna triste. È una rassegna che prende sul serio un tema serio, ma lo fa attraverso il cinema, che sa raccontare anche la morte con bellezza, con ironia, con umanità. Il titolo, d’altronde, lo dice già.

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