Un’ora sola ti vorrei
“In tutto questo tempo nessuno ti ha mai parlato di me. Di chi ero, di come ho vissuto, di come me ne sono andata.” Con queste parole Alina Marazzi immagina che la madre Liseli, scomparsa tragicamente quando lei aveva solo sette anni, cominci a raccontarle la sua vita. Una storia di struggente intensità, che la regista ha cercato e ritrovato là dove era rimasta nascosta: nelle pellicole stipate nella soffitta del nonno, l’editore Ulrico Hoepli, che per decenni aveva fissato i ricordi familiari con una cinepresa amatoriale. Poco alla volta à nata l’idea di montare quei frammenti di memoria, insieme a documenti, lettere, pagine di diario, per ridare voce a quella donna appena conosciuta ma indimenticabile e al tempo stesso ripercorrere la storia di una famiglia e di un secolo. Il risultato è questo film.
“Un film fatto di vento, impalpabile, raffiche di sentimenti, scaglie di ricordi in mulinello. Una vita, la storia di una donna raccontata da sua figlia.”
Concita De Gregorio, D. Lo Repubblica delle donne
Uno dei documentari più belli ed importanti dell’ultimo trentennio, che ridefinisce il rapporto con il materiale d’archivio, grazie anche al montaggio di Ilaria Fraioli, ed uno spazio del cinema fra memoria personale e memoria collettiva: riprenderemo il tema con Vogliamo anche le Rose, in programma sabato 7 marzo alle 18.30, che lavora come questo su diari ed immagini d’archivio.
Ed è anche, per noi, una storia familiare: Alina Marazzi, che sarà presente ad entrambe le proiezioni, è a Padova per una tre giorni dedicata al padre, Antonio Marazzi, antropologo visuale che nella nostra città ha fatto scuola. Nel suo affettuoso ricordo, ed esplorando la sua enorme eredità, si caratterizza l’intera settimana di programmazione, in collaborazione fra Fronte del Porto e FISSPA. Venerdì 6 alle 21 c’è Boatman, di Gianfranco Rosi, e sabato 7 alle 21 Real, di Adele Tulli.
