Radiograph of a family – Rassegna VOS
La storia di Tayi e Hossein, madre e padre della regista, fin dal matrimonio è contraddistinta da amore e dedizione ma pure da un conflitto persistente. Entrambi iraniani, la donna è religiosa e osservante mentre l’uomo è del tutto secolarizzato; e se lui vorrebbe restare a vivere in Svizzera dove può avere una carriera come medico radiologo e assicurare a lei un’esistenza serena, Tayi preferisce invece tornare a Tehran durante la gravidanza, all’inizio degli anni ’70…
La relazione dei genitori di Firouzeh Khosrovani attraversa molti decenni: dall’era dello Scià alla Rivoluzione Islamica, passando attraverso la guerra Iran-Iraq, fino ai giorni nostri. Nella sua famiglia, come in tante altre, gli effetti della rivoluzione islamica hanno influito su ogni aspetto della quotidianità. Mentre il padre continua ad ascoltare Bach, la madre si dedica all’attivismo religioso, eliminando da casa le carte da gioco e le foto di donne senza hijab. Attraverso fotografie, lettere e voci dal passato, la regista racconta la sua infanzia, la storia di una famiglia divisa e di una figlia combattuta.La sua storia privata diventa metafora dei cambiamenti della società
Note di regia
A casa mia è avvenuta una rivoluzione che ha influenzato ogni aspetto della nostra vita. Ciascuno dei miei genitori ne rappresentava una parte. Io ho creato dei confini neutrali all’interno delle loro zone di controllo, confini poco chiari che nessuno dei due ha mai riconosciuto.
La religione ha cominciato ad insinuarsi nelle crepe. Vino, musica e danza, sotto l’ordine di Fatwa, erano vietati. Il quadro con la copia di Venere di Velasquez è stato eliminato dalle pareti di casa perché rappresentava la nudità.
La rivoluzione ha dato a mia madre il ruolo di una combattente religiosa. Ha provato a convertirmi, cosa che spaventava molto mio padre. La religione è diventata il suo incubo. Tutte le cose “impure” che mia mamma ha tolto da casa, sono state sostituite da iconografie islamiche. Le nuove immagini che hanno riempito i muri di casa nostra erano i versi del Corano, l’immagine dell’Imam Ali e un dipinto di Imam Hossein senza testa sul suo cavallo.
Questo film è la narrazione dei conflitti nascosti e palesi che hanno influenzato le nostre vite. Le immagini vietate sono diventate il punto fondamentale della storia. I nudi di Velasquez erano considerati volgari e dovevano essere tolti dalle pareti. Mia mamma lottava con le immagini di se stessa senza veli, strappandole dagli album di famiglia. Io con l’immaginazione cercavo di rimettere insieme i pezzi che mancavano dalle foto, disegnando le parti mancanti dei torsi e dei corpi senza braccia. Durante la mia infanzia sono stata costantemente costretta a scegliere tra i miei genitori; ogni singolo giorno subivo l’imposizione da una parte e l’accettazione dall’altra.
La rivoluzione aveva svolto il suo ruolo, portandosi dietro le sue conseguenze.
Firouzeh Khosrovani
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