Praga, fine anni Sessanta. Dopo la repressione seguita alla Primavera di Praga, la giovane fotografa Libuše Jarcovjáková attraversa le notti della città con la macchina fotografica sempre in mano, tra locali underground, amori e desiderio di libertà, in un regime che vuole controllare ogni gesto. Per vent’anni accumula migliaia di scatti e pagine di diario, un archivio privato che diventa il solo spazio dove può essere davvero se stessa.
Il film di Klára Tasovská è costruito interamente su queste fotografie, senza ricostruzioni né interviste: le immagini di Jarcovjáková, spesso rivolte a minoranze e ambienti ai margini, compresa la scena LGBTQ praghese prima della depenalizzazione dell’omosessualità, raccontano da sole un percorso di emancipazione personale dentro la storia della Cecoslovacchia comunista. Non è solo il ritratto di un’autrice: è la testimonianza di come lo sguardo fotografico possa farsi resistenza quotidiana, un modo per restare libere quando tutto intorno spinge alla conformità.
PROIEZIONE IN LINGUA ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO
