La rassegna di monologhi è un attraversamento della memoria, in cui il teatro diventa uno spazio politico ed umano di restituzione.
Le opere affrontano, attraverso storie individuali, le fratture della storia e le urgenze del presente: discriminazione, dignità, resistenza, identità . I personaggi in scena non sono solo testimonianze, ma presenze che invitano lo spettatore all’ascolto ed alla responsabilità.
I lavori condividono un’attenzione al ricordo come forma di consapevolezza e utilizzano un linguaggio essenziale, affidato principalmente alla parola. Ne emerge un insieme di storie segnate da difficoltà, ma anche dalla capacità di resistere e di mettere in relazione passato e presente.
In tutti i casi attrici, attori, tecnici e compagnie contribuiscono con generosità alla costruzione di uno spazio condiviso.
9841/Rukeli di Gianmarco Busetto racconta la storia di Johann “Rukeli” Trollmann, pugile sinti perseguitato dal nazismo. Il corpo del protagonista diventa elemento centrale, tra lotta e marginalizzazione, restituendo attenzione a una vicenda poco ricordata.
Di Umanità e d’Arte di Alexandra Brett riflette sul ruolo dell’arte come forma di espressione e testimonianza. Attraverso le figure del pittore veneziano Giacomo Favretto, di Maria Coloni (sua figlia illegittima e antenata dell’attrice) e di un senzatetto, Leon, il monologo mette in relazione fragilità, empatia e valore dell’esperienza umana.
Arbeit di Anna Tringali racconta la storia di Nicoletta, una giovane donna di provincia, rappresentativa di molte realtà poco visibili. Il testo affronta il rapporto tra lavoro, sfruttamento e memoria storica, evidenziando dinamiche che collegano passato e presente. Nicoletta emerge come figura capace di opporsi, immaginare alternative e affrontare le difficoltà.
