Floria Lind e’ un’infermiera specializzata nel reparto di chirurgia oncologica di un ospedale svizzero. Il film la segue durante un turno di servizio serale: una collega manca all’appello, il reparto e’ gia’ cronicamente sotto organico, e i pazienti da seguire non si contano. Tra questi un anziano che attende il colloquio in cui la dottoressa gli comunichera’ la diagnosi, e un paziente privato che pretende attenzioni fuori misura. Lind lavora con dedizione e competenza, ma il ritmo non concede pause: sotto la pressione del turno commette un errore che puo’ costare caro, e che la mette di fronte ai propri limiti.
Petra Volpe, gia’ autrice de L’ordine divino, sceglie il tempo reale e un solo turno di lavoro per raccontare che cosa significa reggere un sistema sanitario allo stremo con il proprio corpo e i propri nervi. Candidato svizzero all’Oscar 2026, il film parla di lavoro di cura, di organici insufficienti e del punto in cui la professionalità individuale non basta piu’ a coprire le falle di un’organizzazione. In sala una rappresentante di COVESAP e un’infermiera del reparto, insieme ad Adriana Negrisolo, autrice di “Le infermiere del Duce”, per una serata che mette in dialogo il film con chi la corsia la vive ogni giorno.
