La religione della libertà è un film documentario di 40 minuti che racconta la vicenda umana di Antonio (Toni) Giuriolo intellettuale antifascista, partigiano coraggioso, maestro silenzioso e di grande rigore, tra i fondatori del Partito d’Azione in Veneto.
Un «nobilissimo esempio di educatore senza cattedra» come lo ha definito Norberto Bobbio, il cui insegnamento si svolgeva non nelle aule scolastiche – possibilità che gli era negata dal suo ostinato rifiuto di chiedere la tessera del Partito Nazionale Fascista– ma nella sua casa, tra le strade e i portici di Vicenza e nelle montagne delle Piccole Dolomiti che tanto amava. Giuriolo è stato la figura di riferimento di tanti giovani veneti che, dopo l’8 settembre, si sono trovati davanti alla scelta tra l’arruolamento nelle file dei repubblichini e la latitanza in montagna. I “piccoli maestri” immortalati da Luigi Meneghello in un suo famoso libro. Le sue parole, i suoi scritti e la sua azione diventarono guida per i giovani educati nel conformismo fascista, aiutandoli ad aprirsi alla libertà e a una nuova coscienza critica: «Senza di lui non avevamo veramente senso, eravamo solo un gruppo di studenti alla macchia, scrupolosi e malcontenti; con lui diventavamo tutt’altra cosa “scrive Luigi Meneghello nei I piccoli maestri. Attraverso le fotografie, gli oggetti, i quaderni, i libri e i documenti custoditi negli archivi di Vicenza, nonché le interviste di nipoti e studiosi prende forma un ritratto antiretorico e autentico: quello di un giovane uomo che scelse di essere libero non con gesti clamorosi, ma con la quotidiana coerenza delle parole e delle azioni.
