Il Sangue Verde

Il sangue verde

di Andrea Segre
DOM, 18 OTT 2026 · H 20:30
Documentario, Italia, 2010, 57'
Cinema Talk

Sette braccianti africani raccontano in prima persona il degrado, lo sfruttamento e la lotta per la dignità che hanno vissuto durante le rivolte di Rosarno nel 2010.

Proiezione in occasione della XX Giornata europea contro la tratta.

Il 18 ottobre si celebra il 20° Anniversario dall’istituzione, ad opera della Commissione Europea, della Giornata Europea contro la tratta di esseri umani.

Anche quest’anno il progetto N.A.V.I.G.A.Re (per Padova: Equality Cooperativa Sociale, Associazione Welcome, Francescane con i Poveri, Gruppo R) in collaborazione con il Numero Nazionale in aiuto alle vittime di tratta e grave sfruttamento e Associazione Mimosa ODV desidera sensibilizzare le cittadine e i cittadini sul fenomeno della tratta e del grave sfruttamento: migliaia di donne, uomini e minorenni che ogni giorno vengono trasferiti, con l’inganno o approfittando del loro stato di vulnerabilità, dal loro Paese di origine ad un altro, allo scopo di essere sfruttati in diversi ambiti, come ad esempio nella prostituzione, nello sfruttamento lavorativo, nelle economie criminali forzate, nell’accattonaggio forzato, nei matrimoni forzati, fino alle adozioni internazionali illegali o al traffico di organi.

Il sangue verde illustra come questo fenomeno del grave sfruttamento lavorativo sia presente nel territorio italiano e ne riporta le
complessità e implicazioni attraverso testimonianze in prima persona e ricostruzioni storiche, denunciando un sistema di ingiustizia radicato e restituendo dignità a chi ha lottato per cambiare il proprio destino.


Il sangue verde racconta le storie dei protagonisti delle manifestazioni di Rosarno del 2010, che hanno portato alla luce lo sfruttamento disumano di migliaia di braccianti africani nel Sud Italia. Vittime di violenze mafiose e condizioni di vita intollerabili, questi lavoratori hanno trovato il coraggio di ribellarsi dopo anni di silenzio. Attraverso testimonianze in prima persona e ricostruzioni storiche, il documentario denuncia un sistema di ingiustizia radicato e restituisce dignità a chi ha lottato per cambiare il proprio destino.

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