Negli ultimi vent’anni il cinema rumeno è diventato una delle voci più forti del cinema europeo. Ha vinto a Cannes, a Berlino, ha raccolto premi ovunque, eppure, per qualche ragione, in Italia resta un cinema che si conosce poco. Questa rassegna è un’occasione per rimediare.
Il tratto che accomuna questi film è uno sguardo tagliente, spesso ironico, mai consolatorio. I registi rumeni guardano il proprio paese, le sue contraddizioni, la sua storia recente, le sue trasformazioni, con un umorismo che non risparmia nessuno, nemmeno sé stessi. Si ride, lo promettiamo. Ma è una risata che lascia il segno.
Quello che colpisce di questi film, e che li tiene insieme come rassegna, è che raccontano un paese in trasformazione senza mai semplificarlo. Non c’è la Romania dei cliché, non c’è il dramma da cartolina dell’Est Europa. C’è un cinema che ha trovato un linguaggio proprio per raccontare il presente partendo dal passato, e che lo fa con un’intelligenza e un coraggio rari.
Un consiglio: non lasciatevi spaventare dai titoli che non conoscete. Sono esattamente i film che vale la pena scoprire.
