Venti mesi è un documentario dedicato alla memoria della Resistenza nella zona fra Treviso e il Piave (1943-1945) che si snoda nel tempo e nello spazio intrecciando la ricostruzione storica con la descrizione delle vicende dei diversi protagonisti, attraverso una ricognizione dei luoghi quali evocatori di memoria.
Nell’intento del regista, Michele Angrisani, il film vuole essere un’opera contraddistinta da una attenta e rigorosa ricostruzione degli eventi, anche grazie all’autorevole collaborazione degli storici Ernesto Brunetta e Lucio De Bortoli, e numerose testimonianze di cittadini, giovani, familiari di partigiani, membri di associazioni culturali e ambientaliste, con un preciso intento di memoria collettiva che possa essere destinata alle nuove generazioni del nostro territorio e non solo.
Una Resistenza diversa, quella del Medio Piave. Una “Resistenza di pianura” che, proprio in quell’orizzonte fatto di grave, fiumi, campagne, casolari e colline, trova la sua piena identità storica. Il documentario ripercorre gli eventi di quei venti mesi anche mediante un parallelismo tra i giovani protagonisti di quel momento storico e i ragazzi di oggi, volendo sottolineare l’eredità di quella scelta personale e collettiva.
Una riflessione sul significato attuale della Resistenza, nei termini di democrazia e libertà, per le nuove generazioni e non solo.
Il progetto del film
Venti mesi è un film documentario prodotto da Cinema Key che ha affidato la regia e la ricerca storica a Michele Angrisani ed è il risultato di una grande e preziosa collaborazione tra numerosi enti e organizzazioni tra cui: Istresco, Spi Cgil Treviso, Legambiente Piavenire, Callis Alta e il patrocinio dei Comuni di Treviso, Breda di Piave, Carbonera, Maserada, San Biagio di Callalta, Spresiano, il Circolo Auser “Il Filò” di Breda di Piave e Auser Museum Project.
Venti mesi ha ottenuto anche il contributo del Bando a sostegno delle attività di promozione e valorizzazione dell’antifascismo, della resistenza e dei correlati eventi accaduti in Veneto dal 1943 al 1948 della Regione del Veneto.
Struttura
Il documentario è strutturato su diversi piani descrittivi che si intrecciano tra loro: una cornice narrativa è costituita dalle scene con Camilla Andreuzza, giovane presidente dell’A.N.P.I. di Carbonera, che ci accompagna nei luoghi degli eventi di quei venti mesi, a cui si affianca l’utilizzo di una voce fuori campo con un testo originale che ci introduce ad alcune parti della descrizione e della successione cronologica.
Ad accompagnare la storia c’è anche il racconto itinerante di Fausto Pozzobon, referente di Legambiente Piavenire e profondo conoscitore del Piave, che guida un gruppo di ragazzi all’interno di un fitto bosco nella zona delle Grave, prima di giungere al ramo di Cimadolmo, ripercorrendo idealmente la vicenda del partigiano Giovanni Manzan, detto Lepre, con l’evidente obiettivo di rappresentare l’eredità dei ventenni del ‘43/’45 per i ventenni di oggi.
Arricchiscono il tutto la descrizione storica da parte degli storici Ernesto Brunetta e Lucio De Bortoli, e in misura più ridotta e in riferimento a specifici eventi da parte di storici locali come Andrea Castagnotto e Giuliano Simionato, nel ripercorrere le diverse fasi della lotta di Resistenza nelle zone interessate dal racconto. Preziosissima si è rivelata, infine, la memoria dei protagonisti e dei caduti della lotta di Resistenza nel Medio Piave attraverso diverse testimonianze: quella diretta di Luigi Corbanese, partigiano della Brigata Badini, le interviste a Sonia Foresto, figlia di Giuseppe, a Sante Pagotto, figlio di Romi, a Paolo Bredariol, nipote di Olivo, a Diego Agnoletto, figlio della staffetta Bruna Fregonese.
L’approdo agli eventi conclusivi dell’aprile/maggio 1945 avviene anche attraverso la descrizione di pagine delicate e controverse come il tribunale istituito all’interno della Cartiera Burgo di Mignagola, luogo da cui prende avvio l’intera vicenda resistenziale con la formazione della futura brigata garibaldina “Ugo Bottacin”.
Le ultime sequenze del film uniscono pienamente i piani narrativi e storici della struttura del documentario. I pensieri dei protagonisti sul valore di quella pagina storica, si allargano ad una riflessione sul significato attuale della Resistenza e sulla sua eredità, nei termini di democrazia e libertà, per le nuove generazioni.
Il percorso di Venti mesi: Scuole e Cinema
Venti mesi ha iniziato il suo percorso nei cinema e nelle scuole a fine ottobre e, ad oggi, è stato proiettato con grande successo di pubblico nei cinema Edera di Treviso e Lux di Padova. Sono già programmate altre due proiezioni a Maserada il 22 novembre e al Cinema Italia Eden di Montebelluna il 3 dicembre.
In questo periodo, parallelamente, stiamo lavorando per portare il film nelle scuole perché siamo convinti che per i ragazzi e le ragazze sia fondamentale ascoltare queste testimonianze direttamente da chi le ha vissute in prima persona. Siamo particolarmente orgogliosi di Venti mesi perché è un documentario che non racconta solo una storia, ma celebra i valori fondamentali di libertà e democrazia che ci uniscono creando un parallelo con le nuove generazioni, sottolineando come le sfide di ieri possano risuonare ancora oggi.
