Paris is burning

Paris is burning

di Jennie Livingston
VEN, 27 MAR 2026 · H 21:00
● Evento concluso
Documentario, USA, 1990, 78'
Cinema

Associazione Mimosa, attiva da 30 anni per il supporto di persone in situazione di grave marginalità, con particolare attenzione a sex worker, minori, donne cis e trans. Il suo impegno è quello di sostenere percorsi di autodeterminazione e garantire l’accesso ai diritti fondamentali, affiancando al lavoro sul campo azioni di advocacy e sensibilizzazione per contrastare stigma, discriminazioni e pregiudizi.
È in quest’ottica che si colloca l’evento: dal desiderio di creare uno spazio aperto, attraversabile, in cui ascoltare, condividere e stare insieme. La proiezione di Paris Is Burning — film iconico che racconta la scena ballroom newyorkese e le vite delle comunità queer, afrodiscendenti e latine — ci offre l’occasione per entrare in storie di resistenza, identità e appartenenza che parlano ancora fortissimo al presente.

Per far vivere questi temi anche fuori dallo schermo, Mimosa ha scelto di coinvolgere lə compagnə del collettivo Neurodrag e Padov-Ha!, realtà del territorio che attraverso la performance e il lavoro sui corpi, i generi e le identità costruiscono spazi di espressione e possibilità. La loro presenza porterà nella serata una dimensione viva e condivisa, capace di intrecciare memoria e presente, esperienza personale e immaginario collettivo.

Neurodrag è un collettivo che attraversa il linguaggio drag in chiave politica e transfemminista, lavorando su identità, neurodivergenze e rappresentazione, mentre Padov-Ha! è una realtà che anima la scena ballroom locale, creando spazi sicuri di espressione, competizione e comunità. 

Insieme porteranno una performance che intreccia corpi, storie e immaginari, dando continuità alle traiettorie raccontate nel film e radicandole nel presente del territorio.


Vogliamo che questa serata sia un momento di incontro, uno spazio in cui riconoscersi, mettersi in relazione e lasciare emergere voci e storie troppo spesso invisibilizzate. Un invito ad attraversare insieme differenze e alleanze, partendo da ciò che ci unisce e da ciò che ancora chiede spazio.

“In un ballroom, puoi essere chiunque tu voglia: non sei davvero un dirigente d’azienda, ma ne hai l’aspetto, e quindi dimostri al mondo eterosessuale che potresti esserlo. Certo, se solo ne avessi l’opportunità. E questa è già una sorta di appagamento.”

Dorian Corey, drag queen

Paris is burning è un documentario sulla scena sperimentale e controculturale del ballroom, che la regista Jennie Livingston ha ritratto ad Harlem, New York sul finire degli anni Ottanta.
Il ball nasce come evento underground in cui membri delle comunità afroamericane e latine, provenienti dagli strati più svantaggiati della città, si trovano a condividere l’impulso a una libera espressione della queerness, e cioè di quell’insieme di inclinazioni e tratti identitari che vengono percepiti come divergenti rispetto alla norma sociale, e che vengono negati tanto dalla società borghese quanto dalle comunità di appartenenza.

Il film si compone delle interviste allə protagonistə delle pratiche artistiche che nascono in questo contesto, nonché delle riprese alle multiformi performance che ne risultano. Il quadro che così si forma è quello di una vulcanica e bruciante fucina creativa in cui travestimento, danza, musica e uso creativo del linguaggio danno vita a una forma d’arte che si sarebbe rivelata estremamente influente nel mondo dello spettacolo: un caso particolarmente celebre è quello del voguing, portato alla ribalta da Madonna; ma si pensi anche a show televisivi come RuPaul’s Drag Race o la serie Pose, che hanno permesso la conoscenza dell’ambiente ballroom al grande pubblico.

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