A un liceo del quartiere romano di Rebibbia arriva una nuova docente di lingua inglese, assegnata a una classe quinta segnata dallo sconforto verso il futuro e dal senso di poco valore che i ragazzi attribuiscono a se stessi. Sono studenti che convivono ogni giorno con la microcriminalità, con famiglie difficili e con un’emotività che non sanno ancora gestire. La professoressa, intimorita all’inizio da una classe che sembra respingerla, decide di non abbandonarla: comincia un percorso lento, fatto di osservazione e ascolto più che di lezioni frontali, che poco alla volta cambia il clima dentro l’aula.
Tratto dal romanzo omonimo di Gaja Lombardi Cenciarelli, il film di Umberto Carteni racconta la scuola non come istituzione ma come luogo di relazione, dove la fiducia si costruisce corpo a corpo con la rabbia e il disagio di chi ha imparato a non aspettarsi niente da nessuno. Una storia che riguarda da vicino le periferie e i ragazzi che le abitano.
